radicchio tardivo di Treviso sott’olio

In questi giorni si trova ancora del bel radicchio tardivo di Treviso, lo spadone, con le caratteristiche foglie lanceolate come piccole spade polpose dal gusto delicato
Chi non vive in veneto stia però bene attento a non farsi condizionare dalle eventuali etichette del supermercato che indica come trevigiano il radicchio rosso a foglia larga.
Il cosiddetto tardivo subisce un trattamento particolare, tramite un passaggio in acqua dopo l’iniziale crescita in terra, che lo rende cosi’ caratteristico e inconfondibile, di aspetto e di sapore.

Detto questo, siccome il radicchio tardivo e’ un prodotto stagionale che si trova solo per tre mesi all’anno in inverno, chi volesse conservarlo per utilizzarlo quando più se ne se sente la mancanza, dalla primavera all’autunno, puo’ metterlo sott’olio.
Nelle osterie lo si trova spesso preparato cosi’, servito insieme alla ‘sopressa’.
Io lo mangero’ (quello che mi restera’ dopo averlo regalato) con dei formaggi, pecorini e caprimi, ma ognuno puo’ usarlo come meglio crede…

La preparazione e’ abbastanza semplice

Prendiamo un chilo di radicchio tardivo e mettiamo i cespi in una bacinella con acqua acidulata con limone, tenendoceli un quarto d’ora
Scolarli e tagliarli in quattro parti per lungo senza togliere la buonissima radice
(Togliere pero’ eventuali foglie avvizzite)

In una pentola far bollire con un pugnetto di sale:
Mezzo litro di aceto bianco
Mezzo litro di aceto rosso
(O se si preferisce un litro bianco)
Mezzo litro di vino bianco
Un decilitro di acqua

Aggiungere il radicchio, quanto basta perche’ rimanga coperto dal liquido (nel caso aiutarsi premendo con la schiumarola) e far bollire per cinque minuti
Togliere e scolare (io ho messo la griglia del forno sull’acquaio e ho appoggiato li’ il radicchio)
Asciugare ulteriormente disponendo su un canovaccio o, per non sporcare, su dei fogli di carta da cucina.

Quindi invasare in barattoli di vetro, aggiungendo dei grani di pepe nero e una foglia di alloro
Coprire di olio di oliva extra vergine
Lasciar riposare una notte
Riabboccare con olio facendo si’ che il contenuto sia completamente coperto e chiudere il barattolo.

Cosi’ conservato il radicchio dovrebbe reggere un bel po’ di tempo. Si puo’ assaporare al meglio dopo almeno un mese dalla preparazione.

Da quest’anno però, ho deciso di fare la bollitura come per le marmellate, lo considero più sicuro.
Quindi, vasetti in pentola coperti d’acqua, bollire cinque-dieci minuti, far raffreddare… ed eccoli belli pronti e sigillati!

Informazioni su simonapacini

mi piacciono i gatti, la cioccolata e ultimamente sono un po' indecisa fra Parigi e New York (ma quasi quasi scelgo le Hawaii)
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2 risposte a radicchio tardivo di Treviso sott’olio

  1. Paola_surfy ha detto:

    Sluuuuuuuurrrrrrrrrppppppppppp!!!!!!!

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