Burger di ceci e patate

A vederlo in foto sembra una cotoletta ma, fidatevi, è un burger di ceci e patate. Cotto al forno, per di più.

Farlo è facilissimo e, volendo, anche veloce. Se si escludono i tempi di ammollo e cottura dei ceci e per lessare le patate. Ma si sa che in cucina più che altro conta l’organizzazione. 

Ingredienti per 8-10 burger

4-5 patate medie 

Una tazza e mezzo di ceci

Porro, aglio o cipolla (a piacere)

Sale e pepe
Olio di oliva extra vergine

Amido di mais o fecola di patate o farina di riso

Schiacciare in una ciotola le patate lesse sbucciate. Passare i ceci nel mixer ottenendo una purea da unire alle patate. 

Tritare finemente un po’ di porro (o a piacere aglio o cipolla) e aggiungere al composto insieme a una cucchiaiata abbondante di amido o fecola. Mescolare bene dopo aver salato e pepato.

Formare con il composto delle polpette che passerete nella farina. Poggiarle su una teglia coperta di carta da forno, schiacciarle fino ad ottenere il burger, condire con poche gocce di olio.

Infornare a 200° facendo cuocere per 30-40 minuti.

Servire con l’accompagnamento di un’insalata mista e di una salsa di verdure o una maionese vegana o no.

È possibile variare la ricetta in mille modi, scegliendo un altro tipo di legume (fagioli, lenticchie)  o aggiungendo una o due carote lesse alle patate, per esempio. 

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Cheesecake a modo mio

Qui se non mi sbrigo a scriverla va a finire che mi dimentico la ricetta. Allora, questo è il mio tentativo di cheesecake fatto senza il burro.

Devo ammettere che non è venuto affatto male, anche se, tanto per cambiare, è fatto a modo mio.

Il primo problema si è posto per la base. Già da un po’ avevo idea di farlo utilizzando dei biscotti senza glutine ma con una quantità esagerata di zucchero. Per me immangiabili da soli o nel latte. Non volevo però utilizzare il burro. Pensavo di usare i datteri morbidi ma al supermercato non ne trovai nemmeno l’ombra. Qualcuno mi suggeri di provare con il miele o con l’olio. 

Polverizzati una ventina di biscotti, mettendoli in un sacchettino di plastica da congelatore e passandoci sopra con il mattarello, li ho amalgamati con un cucchiaio di miele e un po’ d’olio d’oliva fino ad avere una certa consistenza. Coperta una teglietta rotonda da dolci di carta forno, ho spalmato l’impasto pressandolo con un cucchiaio per renderlo più compatto possibile. 

La prossima volta userò per l’impasto della base i datteri medjoul che nel frattempo sono stati trovati.

Per la crema ho usato un barattolo di Philadelphia e uno di yogurt greco. A parte ho scaldato acqua e zucchero di canna con una cucchiaiata di miele portandolo oltre i cento gradi ottenendo uno sciroppo di zucchero. Fatto raffreddare l’ho aggiunto delicatamente alla crema di formaggio che è diventata irresistibilmente dolce e profumata di miele. L’ho spalmata sulla base e l’ho messa in frigo per farla rassodare. 

Per la copertura ho scelto una crema di cioccolata. Ho messo in un pentolino due cucchiai di cacao amaro, quattro di zucchero di canna, due di farina di riso (o amido di mais). Ho aggiunto un po’ d’acqua e mescolato bene per ottenere una crema omogenea. Poi ho messo il pentolino sul fuoco facendo riscaldare e bollire per diversi minuti, aggiungendo acqua o latte di riso e sempre mescolando finché la crema è tornata di consistenza un po’ più solida. Fatta raffreddare l’ho versata sulla torta. Ah ora che ricordo ci ho messo anche un cucchiaio di olio di cocco che ha fatto quella lieve patina bianca sul cioccolato.

Esperimento riuscito, direi.

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Polpette di soia e riso

Vi dovesse capitare di comprare della polvere essiccata di soia, come è capitato a me, e di non sapere proprio che cosa farne, queste polpettine potrebbero rivelarsi una buona idea.

Devo ammettere che dopo qualche esperimento deludente con la suddetta polvere stavolta sono rimasta abbastanza soddisfatta. E, cosa più importante, non solo io.

Allora, intanto chiarisco meglio. Il prodotto base è costituito da Fiocchi di Soia della Sabo, naturali, vegani e biologici.

I Fiocchi si trattano così. Si versano in acqua bollente, a fuoco spento, si fanno riposare dieci minuti, quindi si strizzano, schiacciandoli su un colino a maglia fitta. 

Ingredienti per 4 persone

180 grammi di Fiocchi di soia

150 grammi di riso bollito

30 grammi di prezzemolo tritato

Un cucchiaino di senape

1/2 spicchio di aglio tritato

1/2 cucchiaio di dado vegetale

Sale e pepe

Mettere in una ciotola capiente gli ingredienti. Il riso l’ho cotto alla giapponese, ottenendo un composto abbastanza compatto. Il dado l’ho schiacciato in un pestello insieme all’aglio. 

Mescolare molto bene. Comporre delle polpette rotonde schiacciando l’impasto con mani inumidite di acqua e soffriggere a fuoco dolce per alcuni minuti in poco olio di girasole (o se si preferisce cuocere in forno a 180 gradi).

Per cuocere il riso alla giapponese:

Lavare il riso sciacquandolo più volte nella pentola di cottura. Scolare, aggiungere la stessa quantità di acqua del riso, più mezza tazza. Portare a ebollizione quindi far cuocere a fuoco basso per 15 minuti senza far niente. Una volta cotto mescoliamo il riso, lasciamolo riposare un po’. Utilizziamolo ancora caldo. 

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Spaghetti piccanti contro corrente di San Valentino 

Oggi il mio San Valentino lo festeggio da sola. Per questo è contro corrente. Contro il senso della festa, che ci vuole tutti accoppiati e felici, soprattutto. Ma non c’è niente di voluto. È stato solo un caso che stamani ricevessi un messaggio da mamma che mi informava che sarebbe rimasta fuori a pranzo e che, dunque, ci arrangiassimo.

Pepperepeppepe’. Festa grande, finalmente.

Per mia sorella, che ha potuto scofanarsi tutti i gelati che ha voluto, come antipasto, primo, secondo e dolce. Per me, che mi son potuta fare i miei amati spaghetti piccantissimi aglio e pomodoro. 

Pare una ricetta banale, ma anche questa necessita di taluni accorgimenti senza i quali sarebbe solo una banale pasta al pomodoro.

Ingredienti

Spaghetti (i miei senza glutine, grazie) 60-80 grammi

Polpa di pomodoro in scatola, a piacere (ce ne sono delle marche molto buone con pomodori non inaciditi)

Mezzo dado biologico vegetale

Olio evo

Uno spicchio d’aglio 

Sale rosa fino e grosso dell’Himalaya 

Pepe nero

Peperoncino piccante

Olive nere 

Capperi sotto sale 

Mentre la pentola con abbondante acqua è sul fuoco, nell’attesa che bolla, prepariamo il sugo.

In una padella con fondo di ceramica far riscaldare un po’ d’olio con lo spicchio d’aglio stellato e diviso in due. Mantenendo la fiamma tenue far sciogliere il mezzo dado nell’olio e aggiungere il peperoncino.

Quando l’aglio è imbiondito aggiungiamo tre belle cucchiaiate di passata o polpa di pomodoro e facciamo cuocere lentamente.

Aggiungiamo un cucchiaino scarso di sale fino, una bella spolverata di pepe e, se vogliamo, olive nere senza nocciolo e Capperi sotto sale lavati e tritati.

Saliamo l’acqua con una manciatina di sale grosso, a ebollizione, e gettiamo la pasta, facendola cuocere per i minuti richiesti.

A cottura ultimata scolarla e passarla nella padella con il sugo, girando per alcuni minuti sul fuoco non troppo alto.

Se la pasta è venuta morbida,  ben condita, saporita, non troppo asciutta e dopo il primo piatto avreste voglia di farvene subito un altro ecco, direi che la ricetta è riuscita bene. 

Sennò basta aver pazienza. Io è da una vita che ci studio.

 

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Besciamella vegana gialla


L’altro giorno serviva una salsa semplice per accompagnare degli sformatini di spinaci. 
Ho pensato di fare una veloce besciamella vegana colorandola e insaporendola poi con curcuma e curry.

Non mi ci sono voluti più di cinque minuti. 

Ingredienti

3.4 cucchiai di farina di riso

Acqua

Sale

Pepe nero

Curcuma

Curry


In un pentolino fare una crema mescolando farina e acqua, poco per volta, stando attenti a non far formare grumi. 

Cuocere alcuni minuti su fiamma bassa continuando a mescolare.

Aggiungere sale e pepe a piacere, un cucchiaino di curcuma e uno di curry. Quando la consistenza sarà quella di una crema solida versare in un contenitore e portare in tavola.

Si conserva in frigorifero.

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Crema di cavolo viola e porri

Tanto scura da sembrare un soufflé al cioccolato (che non mi sarebbe dispiaciuto affatto)  questa crema riassume l’essenza dell’inverno. Cavolo viola e porro (in realtà le parti più verdi e “alte” dell’ortaggio) in parti più o meno uguali (con una piccola prevalenza di cavolo) tagliati fini e bolliti in acqua con mezzo dado vegetale e poco sale grosso dell’Himalaya. Una volta che le verdure sono cotte frullare con un mini pimer. Servire bollente, guarnire con un filo d’olio evo crudo e una spolverata di pepe nero.

Ingredienti

Cavolo viola

Porri (la parte verde)

Dado vegetale 

Sale grosso dell’Himalaya 

Per condire

Olio extra vergine  

Pepe nero 

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Hummus Mediterraneo

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Sì lo so che l’hummus è già una ricetta mediterranea ma così si italianizza, si meridionalizza, si sicilianizza. Insomma, diciamo che quando riesco ad avere sotto mano (cosa non tanto difficile, certo) pomodorini secchi e capperi sotto sale mi viene una voglia tale di metterli in qualsiasi cosa faccia che alla fine… ecco, alla fine li ho messi pure nell’hummus.
E non ci stanno affatto male, no, proprio per niente.

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La ricetta è facilissima. Basta prendere gli ingredienti e frullarli con un mixer o un minipimer.

L’importante, come sempre, sono gli ingredienti.

Una tazza di ceci
Un filino di aglio (un decimo di spicchio, poco poco)
Sette-otto fette di pomodori secchi sott’olio
Un cucchiaio di capperi sotto sale
Cumino in polvere, mezzo cucchiaino
Pepe nero, peperoncino (a piacere)
Olio extra vergine di oliva (una tazzina)
Mezzo limone

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Mettere gli ingredienti (ceci, pomodorini, succo di limone, capperi, aglio, olio e spezie) in un recipiente avendo cura di tagliuzzare i pomodori e di aggiungere qualche cucchiaiata di acqua di cottura dei ceci. Non sciacquare i capperi, il loro sale servirà a insaporire la salsa (sempre che i ceci non siano stati salati).
Frullare il composto aggiungendo eventualmente un po’ di liquido se dovesse risultare troppo denso.
Et voilà. La salsa è pronta per essere spalmata sul pane o per accompagnare i cibi che vorrete.

Il sapore degli ingredienti si amalgama in modo molto naturale e la base di ceci, normalmente dolce, è resa più forte dal pomodorino secco e dai capperi, che conferiscono un gusto caratteristico della cucina mediterranea.

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