Onigiri, ovvero polpettine di riso avvolte nell’alga

Il primo segreto degli onigiri è cucinare il riso alla maniera giapponese.

Il secondo segreto degli onigiri è appallottolarli quando questo è ancora bollente bagnandosi ogni tanto le mani in una ciotola di acqua fredda.

Il terzo segreto degli onigiri è spolverare le mani di sale prima di appallottolarli.

Ingredienti

Riso bianco (tipo baldo o originario)

Acqua

Alga Nori

Umeboshi (per i vegani/vegetariani) o pesce crudo a piacere

Sale fino

Cominciamo per gradi. La cottura del riso alla giapponese. A prima vista può sembrare un po’ lunga e complicata, in realtà io la definirei zen. Una di quelle attività in cui puoi rilassarti compiendo dei gesti che liberano la mente.

Il riso migliore da usare è il baldo (ma va bene anche l’originario).
Le proporzioni sono: una tazza di riso, una tazza d’acqua. A prescindere dal numero di tazze di riso alla fine se ne aggiunge una mezza.
Si lava quindi il riso sciacquandolo più volte nella pentola. I giapponesi lo chiamano affinare il riso e compiono una specie di massaggio ritmico con la mano destra immersa nell’acqua.
Dopo tre o quattro lavaggi, quando l’acqua della sciaquatura sarà più limpida, si aggiunge l’acqua per la cottura, nella quantità prima indicata, secondo le tazze di riso utilizzate, più una mezza. Quindi si lascia riposare per mezz’ora, coperto.
Accendere il fuoco e portare ad ebollizione, tenendo sempre coperto, a fuoco vivace. Far cuocere 15 minuti a fiamma bassa senza mai girare né togliere il coperchio. Quindi girare il riso (che avrà fatto una piccola crosticina alla base della pentola) con un mestolo di legno. Farlo riposare ancora coperto.
Preparare intanto delle strisce di alga Nori (che sono quelle alghe essiccate e stese a foglio usate in genere per il sushi), degli umeboshi (albicocche giapponesi sotto sale) snocciolati e tagliati in quattro spicchi, oppure del tonno o del salmone crudi a pezzettini, per il ripieno.
Disporre sul piano di lavoro un piattino con un po’ di sale fino, una scodella di acqua fredda per bagnarsi le mani, la pentola con il riso, il piatto con gli umeboshi o il pesce, le strisce di alga, un vassoio di portata.
Bagnarsi le mani, passare un palmo sul sale, prendere una pallina di riso (attenzione, sarà sempre caldissimo, per questo si passano le mani in acqua fredda) e pressarla bene con le mani disposte a coppa l’una sull’altra dopo aver messo un quarto di umeboshi (o un pezzettino di pesce) al centro. Quando la pallina è bella pressata avvolgere nella Nori con la parte ruvida verso il riso.
Ecco fatto. Gli onigiri son pronti.

Non è stato poi così difficile, vero?

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Informazioni su simonapacini

mi piacciono i gatti, la cioccolata e ultimamente sono un po' indecisa fra Parigi e New York (ma quasi quasi scelgo le Hawaii)
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