salsa di fegatini alla toscana

Inevitabile scrivere questa ricetta, anche perche’ mi tocca farla in diverse occasioni.

Ingredienti

      3-4 cipolle di tropea
      500 g. Di fegatini di pollo (senza cuori)
      Concentrato di pomodoro
      Prezzemolo
      Qualche acciuga
      Capperi
      Olio di oliva ev

Far soffriggere in un tegame a fuoco basso nell’olio (3-4 cucchiai) la cipolla tagliata grossolanamente.
Aggiungere il prezzemolo tritato.
Quando la cipolla e’ trasparente versare un bicchiere di acqua calda nel quale e’ stato fatto sciogliere un cucchiaio di concentrato di pomodoro
Far ritirare un po’ e aggiungere i fegatini, lavati e ripuliti dei filamenti bianchi e della bile
Far cuocere a fiamma bassa per circa 1/4 d’ora. Controllare la cottura pungendo la carne con una forchetta fino a che non uscira’ più sangue dal fegatino
E’ preferibile per mantenere la morbidezza e la cremosita’ non eccedere con la cottura
A piacere, prima di aggiungere i fegatini si puo’ versare un bicchiere di marsala, anche al posto del pomodoro.
A parte far sciogliere alcune acciughe in un pentolino e aggiungere alla salsa a cottura ultimata
La salsa potra’ essere frullata in un mixer o spezzettata con una forchetta, lasciandola cosi’ di aspetto più grossolano e saporito
Io preferisco frullare le cipolle e lasciare i fegatini a pezzi
Quando la salsa sara’ giusta di sale (grazie all’aggiunta delle acciughe) aggiungere una manciatina di caperi tritati e una spolverata di pepe
Se si eccede con il sale si puo’ correggere aggiungendo un po’ di mollica bagnata nell’acqua o una patata lessa

Spalmare su fette di pane.
Qui interviene il gusto personale. Si puo’ usare pane fresco, il classico filino da crostini tagliato a rondelle, come fette di pane tostato
La mia nonna lo tostava e poi ne passava velocemente un lato (quello inferiore) nel brodo o nel vin santo, prima di spalmarci la salsa sopra.

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mandorle e miele

Riempire un barattolo di mandorle con la buccia per 3/4. Coprire con miele di castagno. Chiudere e lasciare esposto al sole per un mese prima di consumare.

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frittelline di ceci

le ho definite frittelline ma forse è più corretto dire “frittatine”…

Ingredienti:
farina di ceci
sale, pepe
spezie a piacere
acqua calda

La sera prima mettere della farina di ceci in una ciotola, aggiungere acqua bollente girando con una forchetta stando attenti a non formare dei grumi. Quando l’impasto ha raggiunto una consistenza molto cremosa e abbastanza liquida, salare, pepare e aggiungere spezie a piacere (coriandolo, cumino…).
Far riposare alcune ore in frigo.
Se quando si starà per cuocere la crema è diventata troppo densa (deve scivolare dal cucchiaio), in quanto durante il riposo la farina si impregna di liquido e gonfia, aggiungere poca acqua e mescolare di nuovo.
Far riscaldare dell’olio extra vergine di oliva, poco, in una grande padella, versarvi l’impasto a cucchiaiate (una per volta) così da formare delle piccole sfoglie, cuocere da entrambi i lati per alcuni minuti e far scolare su un foglio di carta assorbente.

Servire calde accompagnate da riso bianco e insalata mista.

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il ghee

ghee

Oggi ho fatto il ghee. Burro chiarificato. E’ un alimento fondamentale della cucina ayurvedica che lo utilizza come condimento, al posto del burro normale, ma anche come pomata curativa. Ha forti poteri lenitivi, fra l’altro. Quindi da provare anche sulle scottature della pelle.

Occorrente: un panetto di burro, meglio se bio, una pentola dal fondo spesso (quelle di ghisa dell’Ikea sono ottime) e un barattolo ben pulito in vetro dove conservarlo.

Cuocendo il burro a fuoco bassissimo e a lungo le proteine si separano dal grasso e salgono in superficie. Si tolgono dunque con una schiumarola finché il liquido che rimane nella pentola è completamente trasparente e non ci sono più residui cremosi bianco-giallognoli.
Poi si filtra il liquido giallo con un colino in un barattolo, meglio se anche con un pezzo di stoffa, cotone o lino, e si lascia raffreddare, processo che porterà il ghee alla solidificazione. Si conserva fuori dal frigorifero, a temperatura ambiente (fresco e buio) per un anno.
Si usa per cucinare al posto del burro e dell’olio, ma anche a crudo spalmato sul pane. Oppure si può applicare sulla pelle irritata e arrossata, anche bruciata dal sole.
Si conserva per sei mesi in barattolo di vetri fuori dal frigo, in un posto fresco e buio.

Una cosa ho scoperto del ghee. Che durante la preparazione e per la durata dell’utilizzo deve rimanere sempre incontaminato. Questo significa conservarlo in un barattolo ben pulito e sterilizzato e non toccarlo con posate venute a contatto con altri cibi o con la bocca e non infilare le dita nel barattolo. Altrimenti prenderà di acidulo e lo si sentirà sia all’odore che al sapore.

Ho trovato una spiegazione scientifica e dei modi alternativi alla preparazione del ghee o del burro chiarificato

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/12/14/il-burro-chiarificato/

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la pizza perfetta

Sì lo so che sembrerò presuntuosa, inevitabile, ma assaggiatela e poi mi direte.

Per prima cosa si fa la pasta:
250 grammi di farina bianca 0 per pizza
250 grammi di farina integrale
impastare
con 1 cucchiaio di olio di oliva ev
280 ml acqua tiepida
due cucchiaini di lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaino di sale
far lievitare

Poi si pensa al sopra.
Ovvio che qui entrano in ballo i gusti personali. L’importante, secondo me, è scegliere sempre prodotti buoni, freschi e sani.
Ultimamente io l’ho fatta così:
1 – taglia a fettine sottili una carota, un porro, uno zucchino. Mettili in una ciotola e condisci, un giro d’olio, sale, pepe e origano. Metti in frigo a riposare per un po’
2 – taglia in due dei pomodorini datterini, metti in una ciotola, condisci con olio, sale, pepe, origano, una manciatina di capperi sotto sale (lavati). In frigo a riposare

Stendi la pasta. Per farla fine ed evitare di romperla al momento di metterla sulla teglia stendila con il mattarello direttamente sulla carta da forno (questa l’ho imparata da Milena). Quindi condisci.
Una volta aggiunti i condimenti tocca al formaggio. Io uso, secondo i giorni (e quel che c’è in frigorifero): mozzarella di bufala (tagliata in pezzi grossi), ricotta (non si scioglie però sta bene con i pomodorini), un mix di formaggi tipo “latteria” tagliati a dadini. Inforna a 200° ad altezza media e cuoci per una ventina di minuti.

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la cucina di Simona

Mi piace cucinare. Mi rilassa armeggiare fra i fornelli, elaborare gli ingredienti, azzardare abbinamenti. Lo faccio senza scopo, senza un fine. Cioè non cucino per gli altri, se non occasionalmente, né per obbligo.
Lo faccio perché mi piace.
La mia cucina, come un po’ tutto nella mia vita, ha subito l’influenza dei vari periodi.
All’inizio, ricordo, da bambina, c’era un po’ il fatto di volersi sentire grandi. Però c’era anche una sorta di magia. Perché quando metti insieme del burro, delle uova, farina e frutta fresca e sforni una torta fragrante e profumata, beh… ecco, non è proprio come andare al supermercato o in pasticceria.
Non scherzo, da piccola, (chessò? scuole medie?), ci ritrovavamo, io e una cuginetta, armate di ricette pubblicate dai giornali e sperimentavamo. Non so perché ma ricordo ancora un rotolo di frittata con il tonno e dei biscotti rosa all’alchermes.
Negli anni del liceo furono tanti i pomeriggi, a casa della mia migliore amica, passati a fare tortellini (pasta e ripieno), krapfen (quelli però non lievitarono bene) e altre ricette complicate.
Chissà perché, con questa passione, non ci è passato mai per la mente di fare le cuoche… mah?
Tralascio il periodo delle verdurine in barattolo, delle varie ricette regionali, delle diverse sperimentazioni, più o meno riuscite, e delle diverse fasi: carnivora o vegetariana.
Di sicuro, anche senza bisogno di produrre ricette elaborate, nella quotidianità del cucinare, ho sempre prediletto la semplicità, la freschezza e la genuinità dei prodotti. Il che tradotto significa: mai surgelati, confezionati solo se non se ne può fare a meno (pasta, riso, farina eccetera), naturali e acquistati dal produttore (o il più vicino possibile).
Oggi la mia cucina è ricca di spezie, profumi e sapori, semplice e gustosa al tempo stesso. Ah, e vegetariana…

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