salsa di melanzane (babaganush a modo mio)

a me il babaganush, la salsa di melanzane e tahina (burro di sesamo), piace. ma mi dà un po’ fastidio l’aglio e la tahina non mi sa di niente in particolare
quindi ho cambiato la ricetta a mio piacere, prendendo il meglio di quella originale ed evitando gli ingredienti che non mi vanno (aglio e tahina, praticamente)

Ingredienti:
1 grossa melanzana
un ciuffetto di prezzemolo
olio evo
pepe nero
coriandolo in polvere
1/2 limone

scaldare il forno a 240 gradi e “cuocere” la melanzana intera e con la buccia per una mezz’ora o più finché la polpa non è diventata morbida.
(verificare dividendola in due)
far raffreddare
allora, qua la ricetta del babaganush direbbe di raccogliere la polpa con un cucchiaio
io dico invece di prendere tutto l’insieme, anche la buccia, metterlo su un bel tagliere di legno e spezzettare con la mezzaluna (sì lo so, non sono antica, sono preistorica) insieme al prezzemolo.
raccogliere in una ciotola, condire con olio di oliva extravergine (toscano, ça va sans dire…), pepe nero a piacere, mezzo cucchiaino di coriandolo in polvere.
spremere mezzo limone e amalgamare il tutto rendendolo più cremoso possibile

non è che dimentico il sale, è che io non lo metto
ma la salsa è molto saporita anche così

ed eccola pronta da offrire come antipasto, a merenda, per uno spuntino veloce, su fette di pane tostato o crostini a piacere

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cari, vecchi Brownies

Dopo la pasqua scatta inevitabile l’operazione riciclaggio. Il cioccolato fondente delle uova se ne sta li’ ignorato (al contrario di quello al latte…) ma pronto ad essere utilizzato in mille fantastiche ricette.
Stavolta, dopo tanto tempo, ho deciso di tornare a fare i Brownies, i dolcetti inglesi al cioccolato con le noci che sembrano banali ma non lo sono affatto.
Anzi, la loro consistenza fra il morbido e il croccante necessita di una certa esperienza e di una buona dose di fortuna per azzeccare il tempo perfetto di cottura…
In ogni caso, anche dovessero restare troppo cremosi e friabili o, peggio, dovessero diventare troppo secchi e croccanti, saranno sempre buonissimi…
L’unico problema, in caso di defaillance, sara’ come servirli…

Ingredienti

225 grammi di zucchero di canna
120 grammi di cioccolato fondente
90 grammi di burro
2 uova
90 grammi di farina di riso
70 grammi di noci (gherigli a pezzi)

Trattandosi di un dolcetto ‘importante’ anche dal punto di vista dietetico considero obbligatorio usare almeno lozucchero di canna al posto di quello raffinato (che per quanto mi riguarda non esiste più ma purtroppo non e’ cosi’ per tutti) e una farina alternativa come quella di riso

La ricetta inizia dal bagnomaria. In un pentolino inserito in uno più grande con acqua e messo sul fuoco far sciogliere burro e cioccolato. Mescolare, aggiungere uova, continuando a girare con un mestolino di legno, quindi la farina e lo zucchero. Incorporare le noci spezzettate.
Quindi rivestire una teglia con carta da forno e cuocere per mezz’ora a 180 gradi. Il composto, morbido e cremoso, deve formare uno strato di circa 2 centimetri.
La cottura e’ terminata quando il dolce sara’ abbastanza asciutto all’interno e la parte superiore sara’ diventata una crosticina croccante.
Lasciar raffreddare prima di tagliare a quadrotti con delicatezza e attenzione.

Un’idea per regalarli evitando che si sbriciolino e’ quella di confezionare ogni quadrotto con la carta stagnola
Cosi’ diventano anche più carini…

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bocconcini “pel di carota” e ricotta

dico pel di carota anche se non c’è niente di arancione.
E’ che questa è una versione di quei bocconcini che in genere si fanno con gli spinaci e la ricotta (e che si chiamano in diversi modi strani, anche strozzapreti, ma non hanno niente a che vedere con quelli emiliani… o romagnoli?) solo che anziché usare spinaci o erbette varie ho utilizzato i pennacchi delle carote.
biologici, freschi, con il loro saporino delicato e inusuale sono ottimi da utilizzare in cucina, anche nelle zuppe di verdure, uniti a porri, zucchini, carote… insomma, a piacere!

io ne avevo utilizzato la metà per fare la minestra con porri e carote e l’altra metà l’avevo tenuta in frigo, dopo averla sbollentata per 3 minuti, in un recipiente chiuso in attesa di ispirazione
l’aiuto mi è venuto dalla simpaticissima venditrice di formaggi che quando sono andata a comprare il latte mi ha regalato un po’ di ricotta, proprio la quantità giusta da miscelare con i miei bei pennacchietti e farne delle gustose palline

la procedura potrebbe sembrare complessa ma non lo è (considerato che le ho preparate in poco tempo prima di andare al lavoro una mattina che mi sono anche alzata tardi, cioè stamani)

in una ciotola si mescola l’erbetta tritata (io sono antica e uso la mezzaluna, voi fate come credete ma non andrei sul mixer, troppo violento) e la ricotta in uguali quantità
avendo nel frigo un uovo che attendeva di esser preso in considerazione prima della scadenza ultima, ho aggiunto anche l’albume (il tuorlo invece è ancora là che aspetta)
un po’ di pepe nero per insaporire, un cucchiaio di farina di riso per addensare un po’
et voilà

mentre l’acqua riscaldava in un pentolino ho preparato le palline, le ho rotolate nella farina (ancora di riso) e le ho fatte bollire finché non sono affiorate in superficie (anche qui sui 3 minuti)
attenzione che sono delicatissime e si disfano sempre un po’….
(infatti alla fine ho scolato anche i rimasugli dell’acqua)
poi le ho appoggiate in una pirofila su cui avevo spalmato un’idea di ghee (burro chiarificato) e, cosparsele della farina di riso avanzata nel piattino della rotolatura mischiata a un pochettino di pangrattato, le ho infilate in forno a 200 gradi per un quarto d’ora, con due minuti finali di grill

una volta dorate le ho servite con l’aggiunta di una salsina al pomodoro (tipo pommarola) che avevo preparato qualche tempo fa

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mini muffins arancia mela e cioccolato


questi muffins sono mini solo per le dimensioni degli stampini. poi uno può farli come preferisce…
la ricetta di base è quella classica dei muffins
poi ho aggiunto mele, succo di arancia e cioccolata fondente prendendo ciò che avevo in casa
avevo bisogno di preparare dei dolcetti per un’occasione speciale, solenne e allo stesso tempo informale (strano eh?)
e ho pensato che il muffin, ammorbidito dalla delicatezza della mela, reso lievemente amaro dal succo di arancia e con il gusto forte del cioccolato fondente, potesse essere il dono giusto.
spero che sarà gradito…

Ingredienti
250 g. di farina (riso, farro, miglio, fecola patate, amido mais)
120 g zucchero di canna (volendoli più dolci anche 175 g.)
100 g burro
2 uova
un cucchiaino di lievito per dolci o cremortartaro
vaniglia
un pizzico di sale
1 bicchiere di latte o di succo d’arancia

Poi si aggiungono i gusti a piacere.
In questo caso:
250 grammi di mela tagliata a cubetti
75 grammi di cioccolata fondente
(il succo di due arance al posto del latte)

Lavorare zucchero e burro fino ad ottenere una crema, aggiungere sale, uova e rimestare
incorporare pian piano il mix di farine (meglio abbondare con il riso, più delicata, e meno con con il farro, troppo corposa) e il lievito
allungare con il latte o il succo di arancia

frutta e cioccolata andranno aggiunti alla fine, girando velocemente e in modo leggero dal basso verso l’alto, senza impastare troppo

versare negli appositi stampini (o in pirottini di carta, magari due o tre insieme perché tengano meglio)
e infornare a 175° per 25 minuti (se piccoli) 35 se più grandi

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fiorellini di ceci e carciofi con mela e pistacchi (alla maniera di Cobrizo)

in realtà sono sformatini, ma siccome sento particolarmente la primavera mi è venuto voglia di chiamarli fiorellini
che poi a guardarli bene, ci assomigliano anche un po’, no?

allora, l’idea di base l’ho presa da qui, dal blog di Cobrizo:

http://it.bing.com/search?q=take+away+sformatini+di+primavera+cobrizo&src=IE-SearchBox&FORM=IE8SRC

mi è subito piaciuto il fatto di utilizzare la farina di ceci al posto dell’uovo o della pasta

poi mi sono arrangiata con quello che avevo in casa

tipo: tre carciofi da utilizzare in fretta, una mela un po’ avvizzita e pericolosamente vicina al cestino dell’umido, e dei pistacchi, così tanto per dare quel tocco in più (già che c’erano anche quelli)

la farina di ceci, sia chiaro, invece qua non manca mai

poi ho cercato di trovare il tempo (di quello ne avevo proprio poco) per preparare tutto, fra le ore rubate alla notte e un ritaglio di mattina.
da Cobrizo ho preso degli spunti fondamentali, ma non ho applicato tutti i suggerimenti della sua ricetta perché avrei dovuto studiarci un po’ e, appunto, non avevo tempo.
così ho fatto alla sua maniera ma con il mio metodo (chiaro, no?)

Ingredienti (per 4 pirottini):

8 cucchiai di farina di ceci

un bicchiere d’acqua

uno o due carciofi

mezza mela

12 pistacchi

olio evo

pepe nero

spezie a piacere

Da fare la sera prima:

saltare i carciofi in padella, con un cucchiaino di ghee e un po’ di masala per verdure (miscela di spezie) allungando con acqua di zenzero e facendo cuocere coperti per 10-15 minuti

miscelare in una ciotola acqua e farina di ceci, evitando che si formino i grumi. mettere a riposare in frigo per tutta la notte

il giorno dopo prendere i pirottini da forno, ungerli di olio, spolverarli con pangrattato formando una patina fino al bordo

versare in ogni recipiente tre cucchiaiate di crema di farina di ceci (cremosa ma abbastanza liquida) condita con un po’ di olio di oliva, pepe nero e masala per verdure (ovvero spezie a piacere, o anche erbe aromatiche fresche, avendole…)

aggiungere alcuni pezzi di carciofi, la mela tagliata a piccoli pezzi, altre tre cucchiaiate di crema di farina di ceci, versare un filo d’olio, spolverare con 3-4 pistacchi tritati e infornare per una ventina di minuti a 200°

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la salsa al tonno per crostini (alla maniera di Paola)

non sono proprio leggeri leggeri questi crostini ma ogni tanto un’eccezione si può anche fare.
Paola, la mia sorella, ormai ce li prepara ad ogni pranzo di famiglia, alternandoli (anzi abbinandoli) al suo speciale crème caramel, ovvero latte alla portoghese
(ricetta in un prossimo futuro)

Ingredienti
2 scatolette grandi (o 3 piccole) di tonno sotto olio
capperi sotto aceto quanto basta
maionese
un uovo sodo
olio evo
pancarrè o altro tipo di pane per crostini

scolare il tonno dall’olio e metterlo nel contenitore del mixer
coprire di capperi, aggiungere alcune cucchiaiate di maionese
e un uovo sodo a pezzetti
mixare
mettere in un recipiente e ammorbidire con un po’ di olio evo

spalmare su fettine di pancarrè o altro pane da crostini

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biscotti di Pasqua con gli M&M’s

questa è una vera genialata per la quale devo ringraziare sally di sally’s baking addiction, blogger statunitense che qualche giorno fa ha pubblicato una ricetta che mi ha incuriosito molto: peanut butter m&m cookies.
lasciando da parte il peanut butter, ovvero il burro di arachidi, che è veramente troppo anche per i miei gusti, mi sono fatta catturare dai pallini colorati delle m&m’s che spuntavano dai biscotti.
lei ha usato gli smarties, per intendersi, le lenti di cioccolato.
io però avevo in casa ormai da tempo (quasi) immemorabile un pacchetto gigante di arachidi ricoperte di cioccolato, e ho pensato di impiegarle per far questi biscotti che offrirò alla mia famigla alla fine del pranzo di Pasqua.

Ingredienti:
300 g. di farina (riso, farro, miglio e fecola)
120 g. di zucchero (canna grezzo)
50 g. di burro
3 uova
6 cucchiai di latte
lievito e vanillina (lievito naturale, cremor tartaro, aromatizzato alla vaniglia in bacca)
una confezione da 250 g. di M&M’S

Accendere il forno a 180/200 gradi
mescolare il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungere le uova, il lievito, le farine, il latte
quando la pasta è omogenea aggiungere gli M&M’s
cuocere entro pochi minuti per evitare che lo zucchero colorato di copertura si sciolga a contatto con la pasta

Quindi prelevare il composto con un cucchiaio e appoggiarlo su una teglia coperta da carta forno con l’aiuto di un secondo cucchiaio
disporre i mucchietti di impasto abbastanza distanziati perché non si appiccichino distendendosi durante la cottura

Cuocere per 10-15 minuti
(dipende dal forno, dallo spessore. io metto a 10 minuti e poi controllo quando prendono colore nei minuti successivi…)

Far raffreddare, disporre su un vassoio e servire
Buon appetito!!!

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spezie spezie delle mie brame…

ecco, direi che è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza nel mondo profumato colorato e variegato delle spezie

sia chiaro, ognuno usa quelle che vuole e come vuole

io però faccio così

il mio negozio preferito per l’approvvigionamento è l’equo e solidale. uno qualsiasi, perché più o meno hanno tutti le stesse cose.
nei bellissimi sacchettini in carta grezza di altromercato si trovano il cumino, il coriandolo, il pepe nero in polvere e in grani, la senape in semi, tutto dello Sri Lanka
il top

la curcuma (la polvere gialla che sa di poco ma ha pur sempre le sue belle proprietà) si può anche comprare negli ingrossi o nei negozi al dettaglio dei marocchini, ma per le altre non conviene, anche se costano pochissimo
il coriandolo, per esempio, dai marocchini è macinato troppo grosso
per le zuppe è perfetto, ma quando lo metto nello yogurt fa un effetto sabbia non proprio gradevole

quasi inutile acquistare le spezie nei negozi di alimenti naturali e biologici perché in genere hanno poca scelta e sono anche care

un posto ideale, anche se parrebbe quasi impensabile, per comprare spezie è invece la farmacia (o anche la parafarmacia). ma solo per quanto riguarda i churna ayurvedici
spiego velocemente. i churna sono i composti di varie spezie (quelli che in India si chiamano “masala”) secondo i tre dosha in cui l’ayurveda divide il corpo umano: vata (aria), pitta (fuoco), kapha (acqua e terra)

churna vata, quello verde, contiene cumino, zenzero, curcuma, zucchero di canna grezzo, fieno greco, assafoetida e sale

churna pitta, blu, ha coriandolo, finocchio, cumino, zucchero di canna grezzo, cardamomo, zenzero, curcuma, cannella e sale

churna kapha, rosso, è fatto di zenzero, coriandolo, pepe nero, zucchero di canna grezzo, curcuma, sale, cannella

io uso soprattutto vata: per cuocere il riso (qualche pizzico nell’acqua di bollitura) e saltare le verdure.
pitta è perfetto per il lassi e per i dolci
kapha… boh, a dire il vero lo uso poco
ogni tanto ci cucino le verdure, così, per dargli un po’ di considerazione

e poi c’è lo zenzero, fresco mi raccomando
irrinunciabile
quello lo trovo al banco del mercato in piazza delle erbe a belluno, o da ariele (il biologico) sempre a belluno
quando sono in toscana lo prendo da biosfera
fino a un po’ di tempo fa ce l’aveva anche la coop

questi tipi di spezie non sono proprio parte della nostra cucina tradizionale ma, senza esagerare con le quantità, si sposano benissimo con i piatti a base di verdure e legumi

oltre a dare sapore hanno effetti benefici sull’organismo e permettono di evitare l’uso del sale

(per esempio, il pepe nero non solo dà sapore, ma è considerato in ayurveda un efficace spazza tossine. questo è il motivo per il quale io ne uso tanto, specialmente ogni volta che mangio fuori casa)

meglio di così…

OPS! dimenticavo…
consiglio di lettura: “La Maga delle Spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni
(con un grazie speciale a Ivana)
http://www.ibs.it/code/9788806173180/divakaruni-chitra-b-/maga-delle-spezie.html

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trancio di salmone al profumo di arancia

come ottenere il massimo nel minor tempo possibile dal pesce.
il salmone è così… lo cuoci in un attimo, non devi pulirlo, è facile anche a mangiarsi perché la pelle e quelle due o tre lische che rimangono intorno alla “colonna” si tolgono in un attimo. e poi contiene degli acidi grassi importantissimi per l’organismo, gli omega 3.

Per una persona
un trancio di salmone
ghee (o olio extra vergine di oliva)
spezie
pepe nero
mezzo arancio

far riscaldare un cucchiaio di ghee in padella (va bene anche l’olio evo, ma il ghee, vedi ricetta nel blog, è più delicato e mantiene la morbidezza del salmone)
mettere qualche pizzico di spezie a piacere (io uso churna vata che rispetta la delicatezza del gusto del salmone, ma ci sono degli appositi masala per pesce o, meglio, per verdure)
appoggiare il trancio e cuocere 3 minuti per parte
durante la cottura bagnare con la spremuta di mezzo arancio
infine coprire con la scorza grattugiata o tagliata a fettine sottili
spolverare di pepe per dare un po’ di sapore
mettere sul piatto e… buon appetito!

(io non uso il sale, per cui chi vuole lo aggiunga alla fine con il pepe. ma il salmone ha una carne saporitissima di per sé…)

ah, due cose
1 – se non siete proprio delle forchette strong cercate di non andare dal mio pescivendolo che raddoppia sempre le dosi del pesce
2 – vegetariani o no, non dimenticate di formulare un pensiero di gratitudine per il sacrificio del salmone

namastè

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crema di agretti, piselli secchi e grano saraceno

un piatto completo, sano e leggero, per salutare l’inverno appena passato e addentrarsi nella primavera.
una minestra di agretti (detti anche barba del frate), ortaggio primaverile molto buono anche nel risotto, con l’aggiunta di piselli secchi spezzati (una vecchia conoscenza ormai) per la parte proteinica vegetale e il grano saraceno, cereale invernale

cotti i piselli secchi a parte, lessandoli per una ventina di minuti dopo averli tenuti a bagno per un’oretta, e cotto il grano saraceno per 10-15 minuti (anche questo tenuto a bagno un’ora), si aggiungono entrambi (all’incirca una tazzina a persona) alla minestra di agretti, cotti in poca acqua dopo averli fatti saltare su ghee (o olio evo), curcuma e pepe

Frullare tutto con il minipimer, versare nelle ciotole, spolverare di pepe nero, aggiungere un po’ di semi di sesamo et voilà… il pranzo è servito!

PS: io non uso sale. volendo un’alternativa più salutare, si può utilizzare del dado vegetale biologico senza glutammato o del sale rosa himalayano o quello che preferite.
io (quando mi ricordo) utilizzo il miso di riso, una pasta scura di produzione giapponese, parte della cucina macrobiotica, che si compra nei negozi di alimenti naturali e macrobiotici.
una volta aperto si conserva in frigo e si usa così: un cucchiaino per ogni persona, stemperato in acqua bollente (o in un po’ di minestra) e poi aggiunto nel piatto o nella zuppiera, una volta tolto il brodo dal fuoco

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