latte di mandorle

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semplicissimo e veloce da fare, il latte di mandorle a freddo è un ottimo sostituto per il latte di origine animale, da bere al mattino a colazione o in qualunque momento della giornata
basta ricordarsi di mettere delle mandorle a bagno in acqua la sera prima
lasciarle tutta la notte, la mattina si cambia l’acqua e si frulla con un minipimer, si filtra e il latte di mandorle è pronto
volendo si può aggiungere un po’ di dolcificante (miele, agave, acero) ma io preferisco il sapore puro della mandorla

consideriamo da 5 a 9 mandorle per tazza d’acqua
le mandorle, che siano bio o no, prendiamole sempre con la pelle
non so se avete idea dei procedimenti utilizzati per spellarle
quando sono state a bagno tutta la notte la buccia si toglie facilmente
se abbiamo la pazienza di farlo, bene
altrimenti frulliamo pure tutto insieme
la pasta di mandorle che avanza nel colino non va assolutamente buttata
se non ci va di mangiarla così com’è possiamo utilizzarla nell’impasto dei biscotti o in altre ricette nelle quali sia prevista la farina di mandorle

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“Le mandorle sono altamente stimate dall’Ayurveda come un prodotto che possiede qualità ringiovanenti. La pratica ayurvedica consiglia che le mandorle siano sempre preventivamente pelate poiché la loro buccia è difficile da digerire. Il metodo più pratico consiste nel tenerle a bagno nell’acqua. … Le mandorle sono le più preziose e vengono usate come ricostituenti, come tonificanti e sono considerate nutritive e corroboranti per il sistema nervoso”.
(La cucina Ayurvedica di Amadea Morningstar e Urmila Desai)

questa è la loro “Bevanda ringiovanente alle mandorle”

lasciare a mollo la notte 5 mandorle
al mattino bollire una tazza di latte
versare nel frullatore con le mandorle sbucciate e 1/3 di cucchiaino di cardamomo macinato

(- Vata, – Pitta, + Kapha)

bevanda ricostituente ideale in autunno e in inverno o in un periodo di grandi sforzi

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zuppa di fave e farro

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Una zuppa rustica inventata lì per lì guardando nella dispensa. Le fave secche si mettono a bagno la sera prima e si cuociono al mattino nella pentola a pressione per poco tempo, una decina di minuti possono bastare.
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Si soffrigge lievemente una mezza cipolla (avendoli, anche carote e sedano tritati). L’importante è dar sapore alle fave che non ne hanno molto di loro.
dopo averle passate in padella si rimette in pentola a pressione aggiungendo il farro, due manciatine a persona.
Si aggiungono sale, pepe, salvia (e acqua se serve) e si fa cuocere per una ventina di minuti in pentola a pressione.

Come tutte le zuppe è più buona il giorno dopo, dopo aver riposato un po’.

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pizzoccheri con broccoli e noci

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un’alternativa interessante alla pasta “normale”, i pizzoccheri di grano saraceno, prodotto tipico della Valtellina, si possono cucinare in modi diversi
non necessariamente con patate e verze (o spinaci), come da ricetta tradizionale, peraltro buonissima

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avendo in casa dei broccoli ho provato a condire i pizzoccheri con questo saporito vegetale
mentre l’acqua si preparava a bollire ho messo i broccoletti, già sbollentati in pentola a pressione, tagliati a pezzetti in una bella padella dove precedentemente avevo fatto imbiondire un po’ di aglio tritato in olio extra vergine di oliva
mentre il cavolo saltava, per circa un quarto d’ora-venti minuti, ho aggiunto sale, pepe nero e un po’ di dado vegetale in polvere, aggiungendo poca acqua bollente

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salata l’acqua ho buttato i pizzoccheri che cuociono, come da indicazioni, dai 12 ai 15 minuti. io ho fatto 15

quindi li ho scolati e buttati nella padella con i broccoli
ho amalgamato il tutto con qualche cucchiaiata di parmigiano grattugiato
e, una volta messi nel piatto, li ho cosparsi di noci tritate

pronti per essere gustati

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un salame (di datteri) un po’ diverso

ospito il blog di Roberta Cadorin Cobrizo che si è ispirata al “mio” salame di datteri per trasformarlo in una ricetta vegana togliendo il burro

http://cobrizoperla.blogspot.it/2014/02/salame-chi-dolce-senza-burro-ne-zucchero.html

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salame di datteri

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questa è una ricetta libanese.
io questo salame di datteri, lo trovo irresistibile
fra l’altro è facilissimo farlo, oltre che veloce ed economico

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occorrono soltanto tre cose: datteri, biscotti secchi e burro
anzi quattro, con il cocco grattugiato

per la precisione:

Ingredienti
250 grammi di datteri
150 grammi di biscotti secchi tipo marie
40 grammi di burro
cocco rapé

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la preparazione consiste nel denocciolare e spezzettare i datteri (meglio a mano, ho provato nel mixer ma si è appiccicato tutto)
mettere i datteri spezzettati in una padella con 40 grammi di burro e far sciogliere dolcemente, amalgamando

poi versare il composto in una ciotola dove avremo messo i biscotti tritati grossolanamente in precedenza
impastare il tutto fino ad ottenere una palla

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stendere su un piano un pezzo di carta di alluminio
(la grandezza si prende a occhio considerando la quantità di impasto che abbiamo ottenuto)

coprirlo con un velo di cocco rapè
appoggiarci sopra l’impasto e formare un cilindro del diametro di 5 centimetri circa che faremo rotolare nel cocco così che la parte esterna ne sia ricoperta
pressare bene e chiudere a caramella
quindi mettere in frigo per una mezz’oretta

togliere dal frigo, sbucciare e servire a fette
per me è favoloso

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penne di farro con ragù di soia

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lo so che il nome del piatto per il 99,99 per cento della popolazione mondiale e in special modo italiana non è allettante proprio per niente
ma credetemi, pure io che ero molto scettica e che mentre lo preparavo pensavo già di farne dei barattolini sotto vuoto per regalarli ad eventuali estimatori (tipo l’amica che mi ha dato l’idea, vero Alessia Trentin?), una volta assaggiato mi sono dovuta ricredere
davvero, non scherzo
con buona pace del ragù di carne della nonna

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siccome immagino che vi sia già venuta una voglia irrefrenabile di preparare il vostro bel ragù di soia non perdo più tempo e vado avanti con gli

ingredienti

1 confezione di bocconcini di soia (un etto)
1 barattolo di passata di pomodoro
cipolla, carota, sedano
dado vegetale
olio evo
sale e pepe
penne di farro (o a piacere)

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far bollire per una quindicina di minuti la soia in acqua calda, quindi strizzarla con le mani
sciogliere il dado vegetale in acqua bollente
preparare un battuto di cipolla e farlo imbiondire con un po’ di olio in una padella
aggiungere la soia strizzata con sale e pepe
e farla insaporire per alcuni minuti
aggiungere il battuto di carote e sedano
far cuocere per alcuni minuti allungando un po’ per volta con il brodo all’occorrenza

aggiungere il pomodoro, sale e pepe e far cuocere a fuoco lento facendo ritirare il liquido in eccesso

quindi portare una pentola di acqua ad ebollizione
salare, gettare la pasta (80-100 grammi a testa)
quando è cotta scolare e far saltare in padella con il ragù

servire con un goccio di olio crudo e una spolverata di pepe
e, a piacere, con una cucchiaiata di lievito alimentare secco al posto del parmigiano

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panpepato di Siena

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anche se mi aspettavo un dolce un po’ diverso, una specie di panforte più tosto, quello che io ho sempre conosciuto come panpepato cioè, devo dire che questa ricetta che ho trovato curiosando in internet non è affatto male
anzi

e poi ha dei vantaggi innegabili: come tutti i dolci di origine medioevale è praticamente vegano, né uova, né burro, né latte
la preparazione, così come per il panforte e i cavallucci, è semplicissima
la cosa più importante è il reperimento degli ingredienti, abbastanza vari ma non difficili da trovare

Ingredienti:

120 grammi di farina
un bicchiere di acqua bollente
80 grammi di miele
70 grammi di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di bicarbonato
60 grammi di uvetta
40 grammi di mandorle con la buccia
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di cedro candito a pezzetti
1 cucchiaio di scorze di arancia candita a pezzetti
2 cucchiai di cioccolato fondente e a cubetti
1 cucchiaino di anice tritato
1 cucchiaino di cannella in polvere (o di spezie “del maiale”)
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe nero

olio per la tortiera oppure una base di ostie

Ho dovuto cambiare la ricetta che ho trovato perché indicata 500 grammi di acqua bollente e se l’avessi usata tutta il composto sarebbe annegato
nel caso se risultasse troppo asciutto aggiungerne un po’ in più

In una terrina unire il miele, lo zucchero, il bicarbonato e l’anice e mescolare
unire l’acqua pian piano
quindi la farina, poco per volta, continuando a mescolare con un cucchiaio di legno

si aggiunge l’uva strizzata dopo averla fatta rinvenire a mollo, le mandorle, i pinoli, i canditi, il cioccolato, le spezie e il sale

si unge una tortiera rotonda di 22 centimetri di diametro e vi si versa il composto
oppure si dispongono alcune ostie (otto) sul fondo (si comprano in farmacia) e vi si versa direttamente sopra la crema

riscaldare il forno a 190° e cuocere per mezz’ora
lasciar raffreddare e riposare
questo è uno di quei piatti che più passa il tempo e più diventa buono
anche se è un problema farlo durare a lungo

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falafel di ceci o di fave secche

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I falafel sono quelle stupende polpettine di ceci e spezie che trovate nei paesi mediorientali, nelle gastronomie di quei paesi aperte qua da noi e nei ristoranti ebraici

prepararle è facile

basta avere un po’ di ceci lessati (ma io gli ultimi li ho fatti con le fave e sono venuti buonissimi lo stesso)

Ingredienti

2 o 3 manciate di ceci o fave secche lessati
un cucchiaino e mezzo di cumino in polvere
una cipollina
uno spicchio d’aglio
un cucchiaio di tahin (pasta di sesamo)
sale e pepe
farina di ceci o di altro per rassodare
olio per friggere (extra vergine di oliva)

volendo anche del pangrattato per rotolarci le polpette
e semi di sesamo per renderle più croccanti

schiacciare i ceci (o le fave) lessati e scolati in una ciotola
aggiungere il cumino, sale e pepe, la cipolla e l’aglio sminuzzati, la tahina e mescolare bene
se il composto non è abbastanza denso aggiungere farina di ceci o di altro tipo e far riposare un po’

mettere a riscaldare l’olio in una padella
prendere il composto a cucchiaiate e appoggiarlo delicatamente nella padella
far cuocere alcuni minuti poi, con l’aiuto di una palettina, girare e continuare la cottura finché entrambe le parti divengono croccanti

se si preferisce fare delle polpettine più strutturate rotolare le palline nel pangrattato modellandole con le mani
volendo farle più croccanti aggiungere al pangrattato dei semi di sesamo

una volta cotte metterle a scolare su un foglio di carta cucina
quindi servire con contorno di insalata fresca e salsa tzatziki
(yogurt, aglio, cetriolo)

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risotto alle pere e champagne

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l’utilizzo dello champagne in cucina si rende necessario quando la cuoca è astemia e non sa che farne della bottiglia avanzata dopo il parco brindisi al nuovo anno…

la prima prova, un semplice risotto con soffritto leggero (cioè a temperatura dolce e senza farle colorire troppo) di cipolla in olio evo allungato con lo stesso champagne, è risultato abbastanza forte, anche se ammorbidito da una grattugiata finale di parmigiano e una spolverata di pepe nero

oggi proviamo ad addolcirlo con le pere

ingredienti per due persone

un bel cipollotto di tropea
olio extravergine di oliva
una pera abate matura
due bicchieri di champagne
un dado vegetale
6 cucchiaiate di riso (il basmati è ok)
parmigiano reggiano
sale, pepe nero

soffriggere la cipolla tagliata fine in un po’ d’olio
fino a farla imbiondire aggiungere la pera sbucciata e tagliata a piccoli pezzi, salare e pepare
far saltare quindi aggiungere un po’ di champagne
dopo aver fatto cuocere per qualche minuto versare il riso, il dado e il resto dello champagne
cuocere per il tempo necessario secondo il tipo di riso, allungando con champagne (o brodo vegetale) all’occorrenza
a fine cottura mantecare con una manciata di parmigiano grattugiato
spolverare di pepe nero
ed ecco qua… pronto in tavola, un risotto delicato, con il gusto deciso dello champagne addolcito dalla pera

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cavallucci di Siena

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tradizione per tradizione, dopo il panforte di Siena ecco anche i cavallucci, “biscotti” in genere poco amati per la loro durezza ma dal sapore eccezionale
oggi si trovano anche in una versione più morbida
io ho sperimentato questa ricetta, i cavallucci sono venuti abbastanza duretti ma hanno ottenuto ugualmente un successo strepitoso

Ingredienti

300 grammi di farina
300 grammi di zucchero di canna
100 grammi di acqua
100 grammi di noci
50 grammi di arancia e cedro canditi
15 grammi di semi di anice (un cucchiaio abbondante)
un cucchiaino di spezie “del maiale” (coriandolo, cannella, noce moscata e pepe nero)

sciogliere lo zucchero con l’acqua facendolo in un pentolino dal fondo spesso cuocere a fuoco dolce
far bollire per qualche minuto fino a quando il composto fa il filo
quindi aggiungere le noci tritate, le spezie, l’anice e i canditi e mescolare
infine la farina, mescolare energicamente
prendere il composto con un cucchiaio e versarlo su una teglia coperta di carta da forno facendo dei mucchietti distanziati infornare a 180 gradi in forno caldo a media altezza e cuocere per 15 minuti
spolverare di zucchero a velo e far raffreddare

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