biscotti al ginger (zenzero)

Eccoli qua i biscottini allo zenzero copiati, con qualche variante, dal blog I’m a Cookie Girl
Sono molto semplici, profumati e gustosi.
Forse un po’ troppo dolci…
nel caso ridurre lo zucchero a un etto

Ingredienti:

3 hg di farina mista (a piacere miglio, maizena, frumento, riso, farro)
mezza bustina di cremor tartaro (lievito naturale)
un cucchiaino di zenzero in polvere
un po’ di chiodo di garofano in polvere (una grattatina con il coltello alla testina di uno)
1 pizzico di sale
130 g di burro bio
140 g di zucchero di canna integrale
1 uovo

impastare gli ingredienti, zucchero e burro, aggiungere le spezie, il lievito, l’uovo, le farine
mescolare fino ad avere una pasta omogenea
formare un cilindro o due (dipende dalle dimensioni dei biscotti desiderate)
avvolgerlo nella carta trasparente e mettere in frigo per mezz’ora

prendere il rotolo, togliere la plastica, tagliare delle fettine alte circa un centimetro e disporle su una teglia coperta di carta da forno

riscaldare il forno a 200° e cuocere per 10-15 minuti (dipende dalle dimensioni, dal forno e da altro, anche dal grado di cottura preferito. Dopo 10 minuti dare un occhio e regolarsi per i minuti successivi)

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radicchio tardivo di Treviso sott’olio

In questi giorni si trova ancora del bel radicchio tardivo di Treviso, lo spadone, con le caratteristiche foglie lanceolate come piccole spade polpose dal gusto delicato
Chi non vive in veneto stia però bene attento a non farsi condizionare dalle eventuali etichette del supermercato che indica come trevigiano il radicchio rosso a foglia larga.
Il cosiddetto tardivo subisce un trattamento particolare, tramite un passaggio in acqua dopo l’iniziale crescita in terra, che lo rende cosi’ caratteristico e inconfondibile, di aspetto e di sapore.

Detto questo, siccome il radicchio tardivo e’ un prodotto stagionale che si trova solo per tre mesi all’anno in inverno, chi volesse conservarlo per utilizzarlo quando più se ne se sente la mancanza, dalla primavera all’autunno, puo’ metterlo sott’olio.
Nelle osterie lo si trova spesso preparato cosi’, servito insieme alla ‘sopressa’.
Io lo mangero’ (quello che mi restera’ dopo averlo regalato) con dei formaggi, pecorini e caprimi, ma ognuno puo’ usarlo come meglio crede…

La preparazione e’ abbastanza semplice

Prendiamo un chilo di radicchio tardivo e mettiamo i cespi in una bacinella con acqua acidulata con limone, tenendoceli un quarto d’ora
Scolarli e tagliarli in quattro parti per lungo senza togliere la buonissima radice
(Togliere pero’ eventuali foglie avvizzite)

In una pentola far bollire con un pugnetto di sale:
Mezzo litro di aceto bianco
Mezzo litro di aceto rosso
(O se si preferisce un litro bianco)
Mezzo litro di vino bianco
Un decilitro di acqua

Aggiungere il radicchio, quanto basta perche’ rimanga coperto dal liquido (nel caso aiutarsi premendo con la schiumarola) e far bollire per cinque minuti
Togliere e scolare (io ho messo la griglia del forno sull’acquaio e ho appoggiato li’ il radicchio)
Asciugare ulteriormente disponendo su un canovaccio o, per non sporcare, su dei fogli di carta da cucina.

Quindi invasare in barattoli di vetro, aggiungendo dei grani di pepe nero e una foglia di alloro
Coprire di olio di oliva extra vergine
Lasciar riposare una notte
Riabboccare con olio facendo si’ che il contenuto sia completamente coperto e chiudere il barattolo.

Cosi’ conservato il radicchio dovrebbe reggere un bel po’ di tempo. Si puo’ assaporare al meglio dopo almeno un mese dalla preparazione.

Da quest’anno però, ho deciso di fare la bollitura come per le marmellate, lo considero più sicuro.
Quindi, vasetti in pentola coperti d’acqua, bollire cinque-dieci minuti, far raffreddare… ed eccoli belli pronti e sigillati!

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veglione a sorpresa

un’avvertenza, prima di cominciare: i piatti che descriverò non li ho cucinati io e le foto sono rubate da internet…
ecco, tanto per esser chiari subito.

allora, era l’ultimo dell’anno e l’unica cosa che avevamo deciso, io e lula, era di trascorrere il pomeriggio in un centro benessere, fuori dalla pazza folla, dai veglioni, dalle cene e dai festeggiamenti obbligati
trovato in tempi record un maniero dotato di spa nella campagna toscana ci apprestiamo a trasferirci con i borsoni pieni di accappatoi e asciugamani quando ricevo un mms da raffa: nella foto tre persone e un messaggio “siamo soli, vieni?”
no grazie, stiamo andando alla spa

ora, forse sarebbe il caso di aprire una piccola parentesi dei miei messaggi con raffaella. amiche da 23 anni ci troviamo in mezzo a conversazioni assolutamente assurde, senza soggetti né logica. alla fine però miracolosamente ci capiamo al di là di ciò che scriviamo, in genere privo di senso, e succede proprio ciò che volevamo (beh anche questa spiegazione in quanto a chiarezza non è il top…)

per quello che sapevo, raffa aveva programmato una cena con una coppia la cui figlia è amica di mati, per cui non capivo dove ci invitasse

tralascio il racconto sulla spa, che tanto ormai si sa come funziona, e arrivo alla fine del trattamento, poco prima delle 8 quando, riaccendendo il cellulare prima di fare la doccia vedo un altro messaggio di raffa: venite?
mentre sul display del telefono sfilano le foto della preparazione di involtini di gamberi e insalata di gamberi e carciofi
“ma dove dobbiamo venire, raffa?”
“a cena, siamo soli”
cavolo, averlo saputo prima non ci si rimpinzava di biscotti, ossi di morto, cioccolatini, pangiallo e sfogline dolci e salate al centro benessere (pare che nelle ultime settimane ci sia stato un drastico cambiamento nella filosofia della spa in seguito al quale hanno sdoganato il cibo nelle sale relax) considerato che si credeva di saltare la cena…

vabbè, il tempo di rivestirci e arriviamo
meno male che avevo messo in macchina una bottiglia di prosecco superiore bisol, così tanto per non presentarci a mani vuote

in casa di raffa c’è l’atmosfera natalizia che ti aspetti. l’albero addobbato con le scatole illuminate a terra, presepi qua e là
una bella tavola apparecchiata di tutto punto e nell’aria un profumino da svenire

dopo i saluti, i baci e gli abbracci ci sediamo a tavola

e arrivano gli antipasti

gamberi appena aromatizzati al curry in piccoli involtini di pasta foglia

e una libera interpretazione della mia “insalata di scampi e carciofi” fatta con i gamberi (vedi ricetta)

si parla, si brinda, tutto come al solito, con l’atmosfera che si crea solo fra gli amici di una vita

c’è anche il primo
le trofie al salmone
(ma no raffa, è troppo…)

per finire, il piatto forte
(wow!)
tagliata di tonno al pistacchio

preceduta da un piccolo dramma, poi per fortuna rientrato, dovuto al riconoscimento del trancio di tonno rosso (e rimango volutamente sul vago)

il tutto accompagnato da un’insalatina mista di radicchini, finocchio e arancia

oltre a dolci con uno spumante moscato leggero e buonissimo…

sì lo so, qui non ci sono ricette, ma solo un menù
l’ho scritto solo per ricordare una serata di cui ci ritroveremo sicuramente a parlare in futuro
(con tanti ringraziamenti alla cuoca)

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un pranzetto disintossicante

Oggi sono rimasta sola in casa e il pranzo lo preparo io. Finalmente. Le altre sono andate al mercato e torneranno giusto in tempo per mangiare, anche un po’ più tardi, forse.
In questi giorni di festa fra pranzi e cene luculliane in casa e al ristorante più che pensare a elaborare piatti ricchi e appetitosi approfitterei del momento per fare una piccola sosta salutare.
Un pranzetto disintossicante, direi.
Apro il frigo e guardo che cosa c’è a disposizione. Verdure fresche, cereali, stracchino fresco comprato al caseificio. E poi ancora, olio buono, sale e pepe, zenzero, yogurt, miele.
Che altro potrei desiderare… Niente!
Pronti? Via!

Trovo una busta di rucola prelavata. Ne condisco due o tre manciatine in un recipiente con un po’ d’olio e una spolverata di pepe e l’adagio in un vassoio. Prendo un finocchio, lo taglio a fettine sottili in verticale, ci passo olio e limone e lo dispongo sul letto di rucola, in un angolo del vassoio. Faccio la stessa cosa con dei pomodorini e delle carote. Condire con una base i vegetali ad uno ad uno permetterà ai commensali di prendere quelli che vogliono, aggiungendo nel caso ciò che preferiscono, come aceto o sale, ad esempio.
Avessi avuto a disposizione delle erbe aromatiche avrei aggiunto un po’ di basilico ai pomodori e del timo alle carote. Sul finocchio fresco avrei sbriciolato dei semi di finocchio.
Il vassoio di crudité è pronto. Bon apetit!

Mentre bolle l’acqua per i cereali (in dispensa c’era questo improponibile mix di riso avena e farro o non so che altro) pulisco uno zucchino e due carciofi ammollandoli in acqua e limone per evitare che, questi ultimi, anneriscano. Poi li cuocio, prima lo zucchino, poi i carciofi, in una padellona con un po’ d’olio. Aggiungo sale biologico alle erbe e pepe, verso un bicchierino di vino bianco e lascio evaporare. Le verdure cotte andranno, insieme, in un’altra zuppiera.

Lo stracchino, formaggio fresco e leggero oltre che fonte di proteine, va in un piattino.

Il mix di cereali (beh, trovare il riso basmati sarebbe stato troppo…) dopo la cottura in acqua speziata (con qualche pizzico di vata churna o altro a piacere) viene condito con un cucchiaino di ghee (vedi ricetta) in una zuppiera.

In una caraffa è già pronta una massiccia dose di lassi (vedi ricetta) e nel thermos l’acqua bollita con lo zenzero. Non serve altro.
Ci sono vitamine e minerali della verdura cruda e cotta, i carboidrati e le proteine.

Il pranzo disintossicante è servito…

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Insalata di carciofi e scampi

Nella preparazione dei pranzi di famiglia, essendo l’unica vegetariana, sono quella addetta alle verdure. Alle insalate soprattutto.
Per il pranzo di Natale di quest’anno hanno avuto un successo inaspettato quella proposta come antipasto e anche l’altra di contorno.
Nella prima ci sarebbe stata bene anche un po’ di melagrana ma in casa non c’era e il nostro melograno quest’anno ha risentito della grande calura estiva facendo esplodere i suoi frutti in settembre, ma molto prima che fossero realmente maturi.
Allora, tanto per rinfrescare una tavola imbandita di crostini vari, vol-au-vent e formaggi di varia stagionatura, abbiamo fatto girare un’insalata di rucola, finocchio tagliato sottile e cubetti di mela golden condita con appena un po’ di olio extra vergine di oliva fresco di frantoio.

E’ stata molto gradita, non ce lo aspettavamo. Ugual successo anche per la seconda, quella servita con gli arrosti di carne: radicchietto rosso, finocchio e tocchetti di mele. Semplicemente una variante di quella distribuita all’antipasto. Fatta con ciò che era in casa.
Avrei voluto aggiungere delle mandorle ma non ho osato sfidare a tal punto il gusto dei commesali. Magari sarebbero piaciute… chissà!

Ma il piatto forte, quello la cui preparazione mi ha richiesto tutta la mattinata, quello del titolo di questo post, è l’insalata di carciofi e scampi.
Un piatto per accontentare chi non mangia carne, cioè me stessa (anche se poi è stato apprezzato da tutti), realizzato partendo da alcuni ingredienti casualmente presenti in casa: carciofi e un vassoietto di scampi surgelati.

Per 4 persone:

16 scampi
5 carciofi
Prezzemolo
Limone
Olio evo
Sale e pepe
Un bicchiere di vino bianco

Non nascondo che la preparazione, considerati gli ingredienti da lavorare, è leggermente elaborata.
Mentre gli scampi si scongelano prepara i carciofi, pulendoli (lasciando un bel pezzo di gambo), togliendo le foglie più dure e più esterne e tagliando le punte, dividendoli in quattro, eliminando il fieno e mettendoli mano a mano in una vaschetta di acqua e limone con un po’ di farina bianca per non farli annerire nell’attesa.
Poi fai riscaldare tre cucchiai di olio in una larga padella e versaci i carciofi tagliati a fettine sottili.
Rosolare a fuoco dolce, aggiungere il vino e fare evaporare. Salare e pepare.

Pulire gli scampi, togliendo loro la testa, il guscio e il filo nero di intestino.
Mettere a bollire dell’acqua (io ho aggiunto anche carota, sedano e cipolla) dove faremo sbollentare gli scampi (appoggiati in un colino di metallo) per 20 secondi.

Distribuire i carciofi sul piatto di portata e far saltare gli scampi per 1 minuto e mezzo nella padella di cottura con sale, pepe e prezzemolo.
Metterci sopra gli scampi e condire con un filo d’olio.
L’insalata è pronta da mettere in tavola, ottimo secondo quasi-vegetariano, ma molto gradito anche dai carnivori.

Intanto far passare teste e chele per due minuti nell’acqua bollente e servire, per chi gradisce, in una ciotola a parte.
(Questo accorgimento è stato particolarmente apprezzato da mio cugino Marco)

Buon appetito!!!

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lassi

il lassi è una bevanda indiana a base di yogurt e spezie
dissetante e corroborante

da qualche tempo è la mia merenda nei lunghi pomeriggi al lavoro che finiscono ben oltre l’ora di cena

si può fare sia salata sia dolce

questa è la ricetta per il lassi dolce

4 parti di acqua
1 di yogurt
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di spezie a piacere (coriandolo, cardamomo, cannella, zenzero o pitta churna, cioè un mix di coriandolo finocchio cumino curcuma zenzero cardamomo cannella)

dando per scontato che chiunque sia un po’ fissato come me e abbia costantemente in frigo dello yogurt naturale fatto in casa, acqua di fonte e miele (meglio quello più liquido) rigorosamente non industriale

versare l’acqua in una caraffa
aggiungere il miele e girare con un cucchiaio per farlo sciogliere con un cucchiaino di spezie (la mia preferita è decisamente il coriandolo in polvere)
infine versare delicatamente lo yogurt e girare con attenzione

il lassi è pronto da bere, buonissimo, dissetante e anche calmante per eventuali infiammazioni della bocca o dell’apparato digestivo

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vellutata di zucca

semplice, colorata e saporita. la vellutata di zucca si adatta a ogni cena invernale, come apertura calda (alla maniera portoghese), come primo piatto leggero, come piatto unico, accompagnata da un po’ di riso e qualche cubetto di formaggio.
il metodo di preparazione è valido per ogni tipo di vegetale (zucchine, verdure miste, carote e patate, rape… di tutto).
ed è anche velocissimo

allora, io faccio così
riscaldo a fuoco medio due cucchiaini di ghee (o olio evo) in una pentola a fondo spesso e aggiungo una spolverata di curcuma (spezia praticamente insapore ma dal colore giallissimo)
aggiungo la zucca tagliata a pezzi e mentre cuoce la cospargo con due o più cucchiai di farina di riso
aggiungo pepe nero (depurativo) e dado vegetale, per insaporire
copro con acqua calda e faccio bollire un quarto d’ora circa
quindi frullo il tutto con il minipimer a immersione

la farina di riso aiuta la vellutata a solidificare nonostante la zucca sia abbastanza pastosa di suo

se la minestra è troppo liquida la ripasso per una decina di minuti sul fuoco
e… oplà, eccola pronta per colorare le scodelle da mettere in tavola

a piacere si possono aggiungere semi di sesamo, una spolverata di pepe o di noce moscata, semi di melone essiccati, cubetti di pane secco, erba cipollina, una grattugiata di ricotta affumicata… quello che uno preferisce!!!
(ma non tutto insieme…)

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polpettine di zucca

allora. chiudete gli occhi e pensate a qualcosa di buono. magari croccante e saporito… et voilà!
ecco le polpettine di zucca.
semplici da farsi, leggere e anche economiche (e ridaje!).

considerare un 4 etti circa di zucca sbucciata e ripulita a persona
tagliuzzarla a pezzettini e stufarla in una grossa padella di ferro dove si è fatto riscaldare del ghee (o dell’olio di oliva ev) con un cucchiaino di curcuma

coprire con acqua e far cuocere per una ventina di minuti a fuoco medio o comunque finché l’acqua non sarà evaporata

la zucca dovrà ridursi in crema schiacciandola con un mestolino di legno
se rimane dura aggiungere un po’ d’acqua e cuocere per qualche minuto in più
aggiustare con sale e pepe
non occorre nessun altro ingrediente
(lo dicevo che erano leggere…)

una volta raffreddato l’impasto prenderlo a piccole cucchiaiate e passarlo sulla farina di riso (o di altro tipo a scelta) componendo delle polpettine rotonde, a palla

riscaldare poco olio di oliva in una padella e quando sfrigola appoggiarci le polpettine
dopo averle cotte per 4 minuti circa dal primo lato girarle e schiacciarle delicatamente con una palettina da cucina
(con attenzione, mi raccomando, l’impasto di sola zucca è molto morbido)
farle cuocere per 4 minuti anche dall’altra parte
quindi scolarle su un foglio di carta assorbente e… eccole là pronte da portare in tavola!!!
ottime come contorno o come piatto vegetariano accompagnate da legumi e riso bianco

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Variante
ho cotto la zucca al mattino prima di andare a lavorare così nella pausa pranzo mi son trovata l’impasto pronto per le polpettine
mi sono un po’ pentita però di non aver preparato anche del riso che avrei impastato insieme alla zucca per dare più corpo e consistenza alle polpette
domani la proverò…

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polpettine riciclate

vabbè è nel destino delle polpette essere confezionate con gli avanzi…
queste in particolare mi sono servite per riciclare una piccola rimanenza di dahl di fagioli mung (vedi nel blog) e un po’ di riso bianco.
non è stato necessario nemmeno aggiungere un uovo perché la zucca e i fagioli si sono spappolati premendoli con una forchetta e formando un impasto cremoso nel quale il riso si è amalgamato perfettamente.

quindi ho fatto delle palline che ho passato nella farina (di riso, bella croccante) e che ho cotto, (diciamo pure fritto, ma una frittura casalinga con temperature non troppo alte), in una grossa padella di ferro con un po’ d’olio d’oliva ev, 4 minuti per parte, dopo averle schiacciate premendole con una paletta da cucina.
buonissime, credetemi
(oltre che estremamente economiche)

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dolce alle banane

questa non è una torta né una crostata. è un dolce.
credo che sia la prima creazione culinaria della mia vita. avrò avuto 12-13 anni o giù di lì. non ricordo da chi ebbi la ricetta, forse da una vicina, ma ricordo la sensazione quasi miracolosa di veder cuocere un dolce vero nel forno dopo aver impastato gli ingredienti
e quel profumo che si diffonde per tutta la casa
per un periodo questo dolce fu il mio must, l’ho sperimentato con tutti i tipi di frutta: mele, pere, pesche, banane

l’altro giorno mi è tornato in mente dopo aver ricevuto in dono dal fruttivendolo un casco di banane annerite fuori per il freddo ma perfette all’interno

e, cosa un po’ più strana, la memoria del dolce mi ha richiamato alla mente anche la ricetta, pur non preparandola ormai da decenni

Ingredienti
125 grammi di burro
150 grammi di zucchero
200 grammi di farina
2 uova
1 cucchiaino di lievito in polvere
un pizzico di sale
frutta (due banane)
un cucchiaio di burro
due cucchiai di zucchero

si accende il forno a 200°

si mescolano gli ingredienti (io seguo sempre quest’ordine: crema di zucchero e burro, aggiungo le uova, quindi vado con lievito, farina e sale) fino ad ottenere un impasto cremoso che verso in una teglia foderata di carta da forno

si copre la superficie con la frutta, in questo caso due banane tagliate a rondelle
si fa sciogliere il cucchiaio di burro in un pentolino, si uniscono i due cucchiai di zucchero e la cannella e si versa il composto sul dolce
quindi si inforna per mezz’ora

la pasta cuocendo sale e ingloba la frutta, mentre il burro e lo zucchero sopra formano una specie di glassatura di caramello

non so come è venuto, nel senso che non l’ho assaggiato.
all’aspetto sembrava ottimo.
l’ho regalato a chi mi ha donato le banane.
mi han detto che è stato apprezzato…

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